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Recensione Libri: “Il teorema delle menti” di Marcos Chicot

Recensione Libri: “Il teorema delle menti” di Marcos Chicot

teoremaGenere : Romanzo storico / fantastico
Autore:
Editore: Salani
Anno: 2015
Pagine: 564

Titolo originale: Lord of minds

Trama tratta da IBS: Spagna, oggi. Elena, Daniel e Irina stanno svolgendo degli studi sui limiti del cervello umano e su come aumentarne le capacità. Ma quando si incontrano, tramite il Mensa – un’associazione esclusiva che riunisce le menti più geniali di tutto il mondo – si accorgono di essere le pedine inconsapevoli di una guerra iniziata 2500 anni prima, in cui nulla è come sembra. Cartagine, VI secolo a.C. Arianna, la bellissima e geniale figlia di Pitagora, e il marito Akenon ricevono una pergamena con un messaggio terribile, un pentacolo rovesciato, il simbolo che incarna l’essenza stessa del male. E subito si scatena una vertiginosa spirale di sangue, dietro la quale si intuisce la presenza di una mente spietata e inafferrabile. In due epoche lontane tra loro, i protagonisti dovranno scoprire l’identità del pericolo che li minaccia prima che sia troppo tardi…

Commento: Il primo capitolo “L’assassinio di Pitagora” si può considerare un thriller a sfondo storico mentre questo secondo romanzo, in parte seguito del primo e pur affondando le origini nella storia della Magna Grecia e dell’attualità, è da relegarsi nel fantastico. Questo perchè oltre ai rimandi storici trattati in maniera verosimile (l’aspetto migliore dei due romanzi) qui si esplora il genere fantasioso poichè c’è l’incarnazione del male che si ripresenta fisicamente nei secoli. Il libro è avvincente come il primo, si ritrovano i personaggi cari come Akenon e Arianna e vengono introdotti temi e ruoli nuovi ambientati nel ventunesimo secolo. Il salto tra le due epoche è ben realizzato ma toglie un po’ dall’immedesimazione del lettore che si aveva nell’Assassinio di Pitagora. I due punti dolenti di questa opera seconda, a mio avviso, sono: l’escamotage della divulgazione da parte di Khaos mentre era ancora in vita (rivelo poco: per chi ha letto il primo sa quale destino aveva Khaos) con la storia delle ciotole mi pare assurdamente improbabile, una forzatura per riproporre il personaggio che purtroppo toglie molto gusto alla lettura; tutta la storia del Documento e di come si ripropone in una sorta di reincarnazione è davvero un po’ troppo dopo averci regalato un bel romanzo storico con l’opera prima. Diciamo che accettando queste limitazioni tappandosi il naso è comunque un buon romanzo, sicuramente meno bello del primo capitolo… In sostanza Marcos Chicot ha spinto un po’ verso un genere caro a Stephen King, storie e persone normali atrarversate dal male incarnato in varie forme e in modo piuttosto cruento.

Voto:  7 Piacevole e avvincente, troppo forzato il lato “sovrannaturale”, peccato.

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