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Recensione Film: Promised land

Recensione Film: Promised land

Film del 2012
Genere: Drammatico
Diretto da Gus Van Sant
Con:
Matt Damon: Steve Butler
John Krasinski: Dustin Noble
Frances McDormand: Sue Thomason
Rosemarie DeWitt: Alice
Hal Holbrook: Frank Yates

Trama tratta da Wikipedia : Steve Butler, nato e vissuto in campagna e venditore per conto di una compagnia del settore energetico, la Global, viene mandato, assieme ad una sua collega a McKinley, una piccola cittadina agricola. Il compito dei due agenti è di convincere gli abitanti a vendere il loro terreno, nel quale la compagnia vuole effettuare delle trivellazioni per estrarre gas naturale. Arrivato sul posto Steve inizialmente trova un’ambiente facile da convincere data dalla crisi che versa nel piccolo paese. In seguito però troverà non pochi ostacoli, tra cui Dustin Noble, un avvocato e un attivista ambientale, e l’insegnante Alice.

Commento: Matt Damon è uno di quegli attori che non mi stanco mai di seguire in un film. Mi dà l’idea del bravo vicino di casa, l’amico che c’ nei momenti di bisogno, l’uomo giusto al momento giusto. Qui ricopre un ruolo in cui l’etica si contrappone al guadagno puro e all’interesse politico ma , si capisce da subito che l’evoluzione del personaggio sarà positiva. Il racconto ha anche spazio per un colpo di scena che rivela quanto sia difficile mettersi di traverso ai poteri forti (economici et simili). Mi è piaciuto? Si anche se ran parte del merito è dovuta a Matt Damon e a Hal Holbrook. Il film è comunque un buon film.
Voto: 7 Non nel mio giardino, please

Ah però... 6.5 -7.5

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  • wwayne 17 maggio 2013 at 00:27| Rispondi

    Ovviamente tutti (io compreso) adorano Gus Van Sant per “Will Hunting”, ma a mio parere un’ altra gemma della sua filmografia é “Da morire.”
    Vidi questo film anni fa, e mi colpì moltissimo per la precocità e l’ efficacia con cui seppe descrivere quello che poi sarebbe diventato uno dei vizi più comuni della nostra società: la voglia di apparire a tutti i costi, anche in negativo, anche ad un prezzo altissimo.
    Sulla vicenda di cronaca da cui é tratto “Da morire” é stato girato un altro film, “Giovani bruciati”, ancora più raggelante.
    In “Da morire” infatti il tono é volutamente esagerato e grottesco, e quindi, proprio perché “sa molto di film”, tu reagisci alle meschinerie che ti vengono presentate con relativa calma; “Giovani bruciati” invece riproduce realisticamente il fatto di cronaca su cui si basa, e quindi tu davvero ti indigni, e davvero blocchi il film con il telecomando e ti metti a pensare: “Ma é possibile che sia successo davvero?”

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