AuroraBoreale
Recensione Film: Viva l’Italia

Recensione Film: Viva l’Italia

 

Film del 2012
Diretto da Massimiliano Bruno
Genere: Commedia
Con:
Michele Placido: Michele Spagnolo
Raoul Bova: Riccardo Spagnolo
Ambra Angiolini: Susanna Spagnolo
Alessandro Gassman: Valerio Spagnolo
Rocco Papaleo: Tony

Trama tratta da Wikipedia : Michele Spagnolo è un politico corrotto, leader del partito Viva l’Italia, che è riuscito grazie alla lunga militanza a sistemare i suoi tre figli (Riccardo, Susanna e Valerio) attraverso varie raccomandazioni. Riccardo è medico in un reparto di geriatria piuttosto malconcio, dove i macchinari non funzionano, l’igiene scarseggia e i pazienti sono pochi: tutto questo a causa di Roberto d’Onofrio, l’avido primario che è interessato esclusivamente a dirottare i pazienti verso la sua clinica privata.

Susanna vorrebbe sfondare come attrice, ma è del tutto negata e parla con la “zeppola”: Tony, il suo manager, riesce a farla recitare nei più improbabili spot, togliendo il posto a candidate ben più meritevoli. Susanna è perseguitata da tre anni da uno stalker, così il padre assume una guardia del corpo che la difenda: si tratta di Marco, proprio uno di quegli attori mancati che Susanna costantemente scavalca. Valerio è direttore del personale di un’azienda che opera nella ristorazione, ma è privo del benché minimo spirito manageriale: la sua unica preoccupazione è collezionare fotografie delle stagiste, ignorando che la moglie lo tradisce e il figlio lo odia.

Mentre si sta intrattenendo con l’amante, Michele viene colpito da un ictus che gli toglie ogni freno inibitorio: dice tutto ciò che gli passa per la testa, confessando tutte quelle verità che per anni e anni si è impegnato a tenere nascoste. Grazie a questa inattesa franchezza Valerio scopre i tradimenti della moglie, Susanna capisce di non essere affatto portata a fare l’attrice e Riccardo viene a sapere che suo padre ha raccomandato anche lui, facendogli vincere il concorso per diventare medico…

Commento: Film che parte male ma che si risolleva nella seconda parte anche se il “difetto” sta nel finale che è un po’ retorico e troppo ottimista rispetto alla realtà (quasi fantascientifico, direi). Bella interpretazione di Placido ed in generale un film che si fa vedere anche se gli manca quel qualcosa in più per farne davvero un film emozionante o di denunciaa. Si può (e si deve) fare di più.
Voto: 6 Siamo messi bene…

si puo vedere distrattamente - 6

ShareShare on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+Email this to someonePrint this page

    Leave us a Reply

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *