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Recensione libri : “Crypto” di Dan Brown

Recensione libri : “Crypto” di Dan Brown

Libro di Dan Brown del 1998 pubblicato in Italia nel 2006 sull’onda del successo del celebre “Codice Da Vinci”. La National Security Agency ha un mega (improbabile che sia “solo” uno ) ) computer chiamato Transltr che decifra tutto lo scibile elettronico nel mondo in modo da tenere un database (archivio digitale) delle informazioni utili allo spionaggio statunitense.

E-mail, intercettazioni e quant‘altro vengono vagliate da questo decrittatore per scoprire eventuali atti terroristici, spie, strategie militari.

La storia narra di come un ex-crittologo della NSA, il giapponese Ensei Tankado ha trovato il codice perfetto: inespugnabile ed impossibile da decifrare. Il suo scopo è quello di evitare che Transltr diventi il Grande Fratello Digitale e quindi fa in modo di inserire un worm denominato “Fortezza digitale” per ************** (evito lo spoiler).

Da qui si dipana tutta la storia con protagonisti Susan Fletcher (crittologa pure lei), David Becker (il di lei fidanzato spedito a recuperare una password in Spagna), il vice-direttore dell’agenzia e un fantomatico mercenario killer sordo a nome Hulohot.

La struttura è quella usata a piene mani da Dan Brown anche per i suoi altri lavori: “Angeli e Demoni“, il “Codice Da Vinci” e “La verita del ghiaccio” e cioè >Problema > Introduzione dei protagonisti > Possibili mandanti/spie con doppiogioco incorporato > Esecutori materiali > Enigma con colpo di scena > Risoluzione ad effetto, solitamente abbastanza improbabile.

Il libro è scorrevole, non lo nego ma, personalmente niente di nuovo sotto il cielo. Tra l’altro certe situazioni “romantiche” mi sembrano molto forzate e fuori luogo, alcune soluzioni davvero incongrue e il finale è ultra-telefonato.

Oltretutto si poteva fare uno sforzo nel modificare almeno un particolare: in Spagna (come da noi) è dal 2002 che c’è l’Euro…okay che il libro è del 1998 però pubblicandolo oggi ci si aspettarebbe altro che le pesetas.

In più – a mio avviso – c’è un errore madornale da parte dell’autore: il mercenario portoghese Hulohot è (più volte sottolineato) sordo ma, a pagina 343 sta scritto (cito testualmente) :”(Becker) Atterrò rumorosamente sulla scala. Hulohot sentì il corpo di Becker urtare il pavimento sotto di lui.”

Alla faccia dell’udito! Vibrazioni? Dal piano di sopra?

Mah…Per non parlare poi dell’enigma finale (una password da inserire per scongiurare un disastro) che si trascina per dieci pagine quando alla terza riga è già chiaro quale sia…e io sono tutt’altro che un genio :)In sostanza un libro banale ed impreciso.

Voto: 5 (Vive grazie al “Codice Da Vinci”.) 

Ciao, J

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