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Recensione Libri: “Doctor Sleep” di Stephen King

Recensione Libri: “Doctor Sleep” di Stephen King

Doctor_Sleep

Pubblicato in Italia nel 2014 da Sperling & Kupfer
Traduzione di Giovanni Arduino
Genere: Fantastico / Horror

Trama: Dan “Danny” Torrance è cresciuto dopo i fatti dell’Overlook Hotel (“Shining”) e divenuto adulto è piombato come il padre nell’alcolismo. Vagabonda per l’America in cerca di tranquillità poiché ha “chiuso” i fantasmi che lo perseguitano all’interno del proprio cervello. Arriva a Frazier, una cittadina tranquilla del New Hampshire e segue il consiglio di un suo vecchio amico, Dick Hallorann, che gli dice di fermarsi. Qui inizia ad avere contatti telepatici, grazie allo shining (la luccicanza, in italiano), con una bambina di nome Abra. Nel frattempo un gruppo di persone nomadi che si definisce il Vero Nodo si sposta su enormi camper alla ricerca di giovani che hanno lo shining poiché la luccicanza è il loro sostentamento.
Abra risulta dotata di un enorme shining e il Vero Nodo la vuole per continuare a sopravvivere…

Commento: Mentre aspettavo un treno in forte ritardo ho visto questo libro e così mi sono messo a leggere la sinossi nel risvolto anteriore della copertina. Il mio primo commento è stato: no, questa è proprio una ca*ata. Un gatto che prevede il futuro… e poi un seguito a Shining, ma perche?
Poi hanno regalato il libro ad Ivan che nel frattempo è immerso in altre letture e quindi mi ha concesso il piacere di leggere in anteprima questo romanzo.
Devo dire che chi ha scritto la sinossi ha toppato. Il libro è avvincente, la storia del gatto ha senso ma scrivere “prevede il futuro” può far soltanto sganasciare. A questo punto non mi fido più del riassunto della trama sulle prime o quarte di copertina!
La storia ripercorre la vita di Danny, il protagonista di Jack in Shining (e come ribadisce lo stesso King nelle Note dell’Autore, “Shining” è la Vera Storia scritta da lui, non il film di Kubrick). Ci sono i rimandi al primo libro di cui questo si può considerare forse come il “20 anni dopo” di Dumas rispetto ai “Tre moschettieri”.
Della narrazione di Stephen King mi piacciono sempre: i personaggi e la loro descrizione verosimile e mai superficiale; lo slang e l’atmosfera dell’America rurale e poi la semplicità nel descrivere le emozioni e gli stati d’animo. Qui c’è tutto questo oltre ad una storia solida (fantastica, irrazionale e d’orrore) e quindi mi sono sentito appagato per (quasi) tutto il romanzo.
Purtroppo, come altre volte, King stecca nel finale (ecco la ragione del “quasi” di cui sopra). Ha creato dei personaggi malvagi notevoli ed affascinanti, li ha caricati di molte aspettative e poi ?
Non rivelo nulla ma l’epilogo (lo scontro finale, per intenderci) è l’unica cosa di cui mi aspettavo molto di più e che mi ha in parte deluso. Peccato perché Zio Stevie è davvero bravo a generare curiosità e attesa.
In sostanza: Un degno seguito di Shining (non credevo) con un finale deboluccio.

Voto: 7.5 Per chi continua a sognarsi la maturità…

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