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Recensione Libri: “Fine turno” di Stephen King

Recensione Libri: “Fine turno” di Stephen King

Genere : Thriller
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 2016
Pagine: 496
Titolo originale: End of watch
Trama tratta da Sperling.it : In un gelido lunedì di gennaio, Bill Hodges si è alzato presto per andare dal medico. Il dolore lo assilla da un po’ e ha deciso di sapere da dove viene. Ma evidentemente non è ancora arrivato il momento: mentre aspetta pazientemente il suo turno, infatti, Bill riceve la telefonata di un vecchio collega che chiede il suo aiuto, e quello della socia Holly Gibney. Ha pensato a loro perché l’apparente caso di omicidio-suicidio che si è trovato per le mani ha qualcosa di sconvolgente: le due vittime sono Martine Stover e sua madre. Martine era rimasta completamente paralizzata nel massacro della Mercedes del 2009…
Commento: Questo è l’epilogo della trilogia preceduta da “Mr.Mercedes” e “Chi perde paga”. Dico subito che il libro regge per la bravura di King nel saper avvincere e grazie allo stile personale davvero ineguagliabile che lo ha reso celebre. Per il resto devo dire invece che il libro non mi ha convinto poiché, come accennavo nel commento al libro precedente, il tema si scosta dal genere thriller/poliziesco virando verso il sovrannaturale. E a me non piace quando una storia è quantomeno verosimile (con accenni magari esagerati o romanzati che coloriscono l’insieme) e di colpo diventa qualcos’altro. Non mi piace anche per le molte libertà legate al mondo dell’informatica e della comunicazione che King si è preso per far quadrare i conti della sua narrazione. E’ come se in “Balla coi lupi” ad un certo punto sbucassero gli ufo! (Che va bene in “Cowboys ed alieni” perché il presupposto è gia nel titolo ma, sforare così il genere mi disorienta e mi toglie tutto il gusto dell’atmosfera e dei personaggi). O come guardare “Starsky & Hurtch” ed a un certo punto sbuca uno con la macchina del tempo…mah! Ad un certo punto del libro pure l’autore fa pronunciare ad un personaggio “Lo so che sembrano tutte cretinate” e devo dire che è proprio quello che ho pensato io.
Diciamo che è un buon racconto ma forzato ed innaturale. Peccato (ero prevenuto leggendo il finale di “Chi perde paga” e purtroppo non sono stato smentito).
Voto: 6 Troppo spinto verso l’imponderabile…

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