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Recensione Libri: “I giorni dell’eternità” di Ken Follett

Recensione Libri: “I giorni dell’eternità” di Ken Follett

I giorni dell'eternitàGenere:
Trama parzialmente tratta da IBS : “I giorni dell’eternità” è la conclusione della trilogia “The Century”, dedicata al Novecento, nella quale Ken Follett segue il destino di cinque famiglie legate tra loro: una americana, una tedesca, una russa, una inglese e una gallese. Dai palazzi del potere alle case della gente comune, le storie dei protagonisti si snodano e si intrecciano nel periodo che va dai primi anni Sessanta fino alla caduta del Muro di Berlino, passando attraverso eventi sociali, politici ed economici tra i più drammatici e significativi del cosiddetto “Secolo breve”: le lotte per i diritti civili in America, la crisi dei missili di Cuba, la Guerra fredda, ma anche i Beatles e la nascita del rock’n’roll. Quando Rebecca Hoffmann, insegnante della Germania Est, scopre di essere stata spiata per anni dalla Stasi prende una decisione che avrà pesanti conseguenze sulla sua famiglia. In America, George Jakes, figlio di una coppia mista, rinuncia a una promettente carriera legale per entrare al dipartimento di Giustizia di Robert Kennedy e partecipa alla dura battaglia contro la segregazione razziale. Cameron Dewar, nipote di un senatore del Congresso, non si lascia scappare l’occasione di fare spionaggio per una causa in cui crede fermamente, ma solo per scoprire che il mondo è molto più pericoloso di quanto pensi. Dimka Dvorkin, giovane assistente di Nikita Chruscëv, diventa un personaggio di spicco proprio mentre Stati Uniti e Unione Sovietica si ritrovano sull’orlo di una crisi che sembra senza via d’uscita.

Commento: L’ultimo capitolo della trilogia non mi ha deluso. Come per gli altri due episodi ho quel senso di smarrimento iniziale dovuto ai molti personaggi del romanzo e a quelli descritti nei primi due libri da ricordare. Poi però la narrazione diventa scorrevole e avvincente anche se, stavolta, nessuno dei personaggi mi è diventato particolarmente simpatico. C’è da dire che il bello è soprattutto lo sfondo storico delle vicissitudini personali dei protagonisti. Ancora una volta il romanzo rende la Storia appetibile e svelatrice di alcuni momenti storici attraverso il punto di vista che non è sempre quello dell’opinione pubblica. Alla fine rimane un bel viaggio nel tempo (senza paradossi) che ci spiega come siamo e da dove veniamo. Bello. Lo metto un gradino sotto al secondo romanzo solo perché amo meno il periodo storico trattato in quest’ultima parte.

Voto: 7.5 Luci e ombre del secolo breve

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