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Recensione libri: “Inferno” di Dan Brown

Recensione libri: “Inferno” di Dan Brown

inferno-dan-brownEdito in Italia da: Mondadori
Anno: 2013
Genere: Thriller
Trama parzialmente tratta dal sito ufficiale Mondadori dedicato al libro: : Il Robert Langdon che si sveglia in una stanza d’ospedale, stordito, sedato, ferito alla testa, gli abiti insanguinati su una sedia, ricorda infatti a stento il proprio nome, non capisce come sia arrivato a Firenze, chi abbia tentato di ucciderlo e perché i suoi inseguitori non sembrino affatto intenzionati a mollare il colpo. Barcollante, la mente invasa da apparizioni mostruose che ricordano la Morte Nera che flagellò l’Europa medievale e simboli criptici connessi alla prima cantica del Divino poema, le labbra capaci di articolare, nel delirio dell’anestetico, soltanto un incongruo “very sorry”, il professore deve scappare. E, aiutato solo dalla giovane dottoressa Sienna Brooks deve scappare da tutti..

Commento: L’incipit è molto avvincente ed invoglia il lettore a proseguire, e il sistema del feuilletton applicato ad ogni fine capitolo funziona. Cosa succede poi? Questa è la molla che sostiene tutto il romanzo in cui, ancora una volta, ritroviamo Robert Langdon (ormai calcificato nella mia mente come Tom Hanks) coinvolto suo malgrado in una corsa agli indizi attraverso Firenze, Venezia, Istanbul e tutta una serie di avvenimenti concitati e molto perigliosi. In sostanza quindi c’è “il solito” Dan Brown: molto simbolismo, misteri, la Storia un po’ stravolta per esigenze narrative e un certo tasso di situazioni improbabili. Il libro è comunque piacevole anche se non si discosta molto come svolgimento dai precedenti: mistero, enigmi da risolvere, colpo di scena, finale (che, in realtà questa volta non è propriamente lieto). Tralasciando quindi l’originalità dello sviluppo narrativo è comunque un racconto che si fa seguire e, soprattutto, sconcerta la teoria della nemesi su cui si poggia tutta la trama e che è basata sulla teoria di Malthus e l’incremento demografico. Concludendo: a parte qualche eccessiva ripetizione e una certa quantità eccessiva di nozionismo, un buon libro da ombrellone o comodino.
Annunciate le riprese del film per il 2015, probabilmente ancora Ron Howard alla regia.

Voto: 7 Lasciate ogni speranza…

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