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Recensione Libri : “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery

Recensione Libri : “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery

Nel 2006 è uscito in Francia questo bel romanzo “filosofico” che anche in Italia ha raggiunto la vetta della classifica dei libri di narrativa nel 2008.
Poichè su Wikipedia ho trovato il riassunto della trama che , come a me piace, non svela troppo, ecco un bel copia-incolla da lì.

“Reneé Michel sembra essere la comunissima portinaia del numero 7 di rue Grenelle, un condominio parigino abitato da famiglie facoltose: è apparentemente sciatta, pigra, perennemente presa dalla cura del suo gatto, dalla televisione e dalle sue piccole faccende private.
In realtà, Reneé è una persona coltissima: si interessa di arte, di filosofia, di cinema e soprattutto di cultura giapponese ma preferisce dissimulare la propria cultura.
È vedova, ma non affronta la sua solitudine con rancore o nostalgia, bensì esplorando ogni sfaccettatura della propria anima, ogni sfumatura dei propri sentimenti con grande distacco e grande perizia filosofica.
Solo un segreto doloroso, celato sino alla fine, sfugge alle sua analisi.
Ad animare le pagine dellla vicenda è il personaggio della dodicenne Paloma Josse, figlia di un Ministro della Repubblica.

Paloma, piccola e minuziosa Giudice dell’Umanità, come la definisce l’autrice, è in perenne lotta con tutta la sua famiglia: con la madre, che cerca di non esternare in tutti i modi quello che davvero è, una donna fragile e debolissima, con il padre, che fa dell’aggressività e della cruda spontaneità, soprattutto in politica, il centro della propria vita, con la sorella Colombe che studia filosofia solo a fini speculativi e non per affrontare il mondo in maniera autentica. Paloma, eccezionalmente attenta e profonda nel comprendere questo mondo, di cui crede di capire tutta la bellezza e tutta la crudeltà, non riesce a sopportare la mediocrità della gente con cui vive, per questo ha pianificato di suicidarsi con il barbiturici il giorno del suo compleanno e al contempo di dare fuoco all’appartamento in cui vive con la famiglia per cancellare le tracce della sua vita.
Paloma e Reneé si incontrano e si riconoscono come anime simili grazie all’arrivo di un terzo personaggio: Kakuro un signore giapponese…”

Ho tolto la parte finale del riassunto di Wikipedia che a mio modo di vedere toglie un po’ delle molte sorprese che il libro può riservare.
Qui
comunque c’è il testo completo dalla fonte (Wikipedia).

Per la prima volta dopo aver letto un libro ho avuto il dubbio se riportare la mia personale recensione: l’autrice è una docente di filosofia e il narrare del racconto è permeato di teorie e riferimenti all’arte, alla storia,alla cultura, ad autori come Tolstoj e al Giappone che, dal basso della mia ignoranza, non sempre ho compreso appieno o ho colto riconoscendone il significato reale, il contesto storico. Mi manca il background culturale per gustarne al 100% il senso, probabilmente.
Ciò non toglie, mi son detto, che il libro mi è piaciuto, e “perchè non condividere almeno l’esperienza che mi ha lasciato” ?
Per cui beccatevi le corbellerie che vado a scrivere. ^___^

La prima parte del romanzo è – per i motivi di cui sopra – al tempo stesso ostica e affascinante. Come ogni argomento sconosciuto può impensierire, creare difficoltà, rendersi antipatico ma allo stesso tempo creare attesa, voglia di scoprire e imparare qualcosa di nuovo. Per cui ho deciso di non demordere soprattutto davanti ai pensieri profondi (l’illusione di aver capito tutto della vita) messi in testa dall’autrice ad un personaggio di 12 anni, il che a mio avviso è un po’ esagerato non per il contenuto ma per la forma, forse l’unica critica che faccio a questo romanzo e ho proseguito nella lettura facendomi coinvolgere fino allo struggente ed imprevedibile finale.
La narrazione è espressa per la maggior parte dei capitoli del libro dai pensieri incrociati delle due protagoniste che esprimono, a mio modo di interpretare il senso del racconto, la ricerca della felicità e della Bellezza.

Questo è un libro non scorrevole – ma assolutamente non pesante – che dà molti spunti per la riflessione. Ogni frase presa a sè riesce a divenire una perla di saggezza e molti dubbi, sentimenti ed atti delle due donne sono a noi comuni, semplificandoci il compito d’immedesimazione nei panni di una “strana” portinaia o di una giovane “adulta”.

In sostanza un libro da leggere con calma e soffermandosi spesso a ragionare sul senso di ogni frase parola o…virgola. 🙂

Voto: 8 [Poetico e Filosofico]

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  • laura 27 agosto 2009 at 15:38|Rispondi

    Sto leggendo il libro e tutto quanto dice il commento è assolutamente condivso. L’eleganza del riccio è l’eleganza di cui è pervaso tutto il narrare, lo straordinario intreccio delle due straordinarie personalità. E la terza? il signor Kakuro? Splendido compendio di quanto ci si augura di trovare in un essere umano!
    Riesco a leggere solo verso fine giornata, ma temo anche che, letto d’un fiato, costringa a troppe importanti riflessioni…meglio una pillola al giorno sulla quale pensare e continuare a bearsi di bellezza.

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