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Recensione Libri : “L’Impero dei Draghi” di Valerio Massimo Manfredi

Recensione Libri : “L’Impero dei Draghi” di Valerio Massimo Manfredi

Libro del 2005 del noto scrittore emiliano ambientato circa duecento anni dopo la nascita di Cristo.
Marco Metello Aquila è il comandante della guardia imperiale che a Edessa difende il confine orientale dell’Impero Romano sotto il comando dell’Imperatore Valeriano.
Quello che dovrebbe essere un vertice tra Valeriano ed il re persiano Shapur, per trattare la pace ed intessere rapporti diplomatici, si rivela essere un agguato teso per catturare l’imperatore e la sua scorta.
Metello, insieme ai suoi uomini e a Valeriano, viene dunque fatto prigioniero e deportato in Persia ove viene messo ai lavori forzati in miniera. Durante il combattimento dell’imboscata ai romani , Metello ha però notato un uomo misterioso non schierato con tratti orientali, lineamenti da lui mai visti prima.
Gli eventi ed il destino metteranno il romano e l’orientale sulla stessa strada fino a portare i due nel paese d’origine dello strano personaggio e cioè in Cina, l’Impero dei draghi ove avranno pane per i loro denti e avventure di ogni sorta. (Scusate se racconto poco ma lo faccio apposta per evitare di dire troppo e rovinare le sorprese…)

Il romanzo, pur fantasticando, tenta di portare l’attenzione su quello che sarebbe potuto succedere con un ipotetico incontro dei due più grandi imperi dell’epoca: quello romano e quello cinese. Come infatti ricorda l’autore nelle note finali, le due culture erano a conoscenza una dell’altra e solo per l’intromissione dei persiani – tramite commerciale tra l’oriente e l’occidente – non vennero a contatto e non strinsero un’alleanza che di fatto avrebbe estromesso la Persia dal traffico commerciale tra Asia ed Europa.

Il racconto è avvincente e affascina la descrizione di popoli così differenti per certi aspetti: rende veritiero quello che sarebbe potuto avvenire poichè romani e cinesi avevano in comune molto e tanto da poter condividere e/o insegnare/imparare vicendevolmente.
Manfredi è sempre bravo a farci immedesimare nell’epoca, agli usi e costumi e alle vicende umane dei protagonisti anche se, come già notavo, tende ad accelerare sempre nel finale quando invece potrebbe diluire maggiormente la trama. Ciò non toglie comunque il ivello qualitativo davvero elevato, in ogni singola pagina traspare tutta la conoscenza storica dell’autore.

Un altro bel libro che consiglio di leggere a chi vuole sapere un po’ più delle antiche civiltà (divertendosi).

Voto: 7.5
Ciao, J

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  • Marco 3 aprile 2009 at 07:59|Rispondi

    A me è piaciuto molto (anche se mi mancano una ventina di pagine alla fine…

    Ho letto anche LE IDI DI MARZO, molto bello e accurato anche quello, ma non arriva a questo livello….

  • Alessandro 18 aprile 2009 at 19:12|Rispondi

    Un avventura ben narrata ma veramente al limite dell’inverosimile, un gruppo di dieci uomini che resistono a incredibili avventure un po come l’odissea di Ulisse, ma che peccato farli crepare tutti quasi alla fine del libro. Troppa fantasia per tenere viva l’attenzione del lettore.

  • ginger 13 dicembre 2011 at 21:03|Rispondi

    belllaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

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