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Recensione Libri: “Shibumi” di Trevanian

Recensione Libri: “Shibumi” di Trevanian

“Shibumi” è un libro di Trevanian (Rodney William Whitaker (1931-2005), Usa) pubblicato nel 1979 e riproposto nel 2011 per ridare slancio al personaggio del protagonista nel prequel “Satori” scritto da Don Winslow con il permesso degli eredi di Trevanian.

Ecco la trama, direttamente dal sito dell’editrice Bompiani:
Nell’antichissimo gioco giapponese del Go, l’immagine delle gru che fanno ritorno al loro nido e vi si rifugiano simboleggia il ritiro dalla lotta di uno dei contendenti. Nikolaj Hel – il protagonista di questo romanzo – lo sa molto bene. Ultimo discendente di una nobile famiglia russa emigrata a Shangai, adottato da un nobile guerriero giapponese e educato agli ideali orientali, Nikolaj si oppone ai valori occidentali – il denaro, l’interesse, il successo – dilaganti dopo la fine della guerra. Esercita la sua forza interiore, mirando all’equilibrio che porta all’azione irripetibile. Sfruttando le sue doti quasi mistiche e la sua tecnica micidiale di combattimento, diventa una pedina decisiva, ma invisibile, al di sopra del gioco nel quale è coinvolto. Hel è infatti capace del “nudo uccidere”, un sistema che permette di utilizzare i comuni oggetti di uso quotidiano come armi mortali.

Shibumi significa bellezza nascosta sotto apparenze comuni, Shibumi significa comprendere più che cononoscere e raggiungere la semplicità attraverso l’esperienza e la sapienza.
Nikolaj è il trait d’union tra culture diverse (occidentale e orientale), guerre (la seconda mondiale vista dal Giappone devastato dall’atomica e il terrorismo) e l’incarnazione di modi differenti di intendere la vita.

Nella prima parte del libro ritroviamo la storia della gioventù di Hel, nato senza una identità e nazionalità precise, espiantato dalla casa natale e ed educato secondo i dettami della cultura giapponese, delle arti marziali e delle regole del go, gioco che racchiude esperienze riconducibili alla vita. Successivamente ne seguiamo l’esperienza mistica, speleologica e di super-assassino con un’etica eccezionale. Della trama non aggiungo altro…
Tutto il libro , le situazioni e il comportamento del protagonista seguono lo schema (capitolo per capitolo vi è il nome giapponese) del gioco del go: inizio del gioco, il suo sviluppo, tentare di risolvere una situazione complessa, fase di stallo, il sacrificio di una pedina, attacco senza quartiere, “Le gru ritornano nel nido” cioè una mossa per catturare il nemico attirandolo in trappola.

Il libro è avvincente, bellissimo perché raffinato nel perseguire lo scopo dello shibumi stesso tralasciando appositamente particolari che, in libri del genere spy o thriller occuperebbero pagine e pagine (d’altronde la semplicità e la bellezza sono il chiaro fine di Trevanian).

Se devo trovare un difetto, veniale, è la lunghezza espositiva nel racconto dell’esplorazione speleologica a metà romanzo che ha messo a dura prova la mia pazienza ed attenzione.
Per il resto un libro difficile da descrivere e commentare ma… assolutamente da leggere, non ve ne pentirete!
E ora passo a “Satori”.

Voto: 8
Ciao, J

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