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Recensione Libri: “The dome” di Stephen King

Recensione Libri: “The dome” di Stephen King

Trama tratta da IBS:
È una tiepida mattina d’autunno a Chester’s Mill, nel Maine, una mattina come tante altre. All’improvviso, una specie di cilindro trasparente cala sulla cittadina, tranciando in due tutto quello che si trova lungo il suo perimetro: cose, animali, persone. Come se dal cielo fosse scesa la lama di una ghigliottina invisibile. Gli aerei si schiantano contro la misteriosa, impenetrabile lastra di vetro ed esplodono in mille pezzi, l’intera area – con i suoi duemila abitanti – resta intrappolata all’interno, isolata dal resto del mondo.
L’ex marine Dale Barbara, soprannominato Barbie, fa parte dell’intrepido gruppo di cittadini che vuole trovare una via di scampo prima che quella cosa che hanno chiamato la Cupola faccia fare a tutti loro una morte orribile. Al suo fianco, la proprietaria del giornale locale, un paramedico, una consigliera comunale e tre ragazzi coraggiosi. Nessuno all’esterno può aiutarli, la barriera è inaccessibile. Ma un’altra separazione, altrettanto invisibile e letale, si insinua come un gas velenoso nel microcosmo che la Cupola ha isolato: quella fra gli onesti e i malvagi. Tutti loro, buoni e cattivi, dovranno fare i conti con la Cupola stessa, un incubo da cui sembra impossibile salvarsi. Ormai il tempo rimasto è poco, anzi sta proprio finendo, come l’aria…

Commento: Bel romanzo pubblicato nel 2009, piuttosto lungo (mille e passa pagine) nel classico stile di Stephen King: personaggi ben delineati, l’America rurale, l’orrore dietro la normalità. La storia è un crescendo di ansia e speranze, distruzione e redenzione attraverso la netta separazione del bene e del male. C’è al solito il lato sovrannaturale (o “fantascientifico”) che è a mio avviso un po’ il punto più debole e meno interessante del racconto anche se, abbastanza valido.

Il finale al solito non è un punto forte del caro zio Stevie anche perché è bravissimo nel creare attesa e quando l’aspettativa è così alta è difficile rendere comunque la chiusura degna della storia. In questo caso l’epilogo non è poi così male e, ripeto, il bello sta nell’evolversi delle situazioni, dei comportamenti estremi dei protagonisti in una situazione straordinaria. In sostanza un gran mucchio di personaggi (un po’ come ne”L’ombra dello scorpione”) che fanno appassionare ed immedesimarci in un contesto eccezionale. Mi è piaciuto (grazie anche al sapiente lavoro di Tullio Dobner, il mio traduttore preferito di King).

Voto: 7.5 Ecco ancora il vecchio caro King.

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  • wwayne 14 agosto 2013 at 08:28|Rispondi

    Recentemente ho letto un libro western, “Il vaquero sorridente” di William Hopson, che é praticamente The Dome senza la cupola. E’ infatti la storia di un latifondista che vuol mettere le mani su tutti i terreni possibili e immaginabili, e di un drappello di cowboys onesti che tenta di contrastarlo.
    E le analogie non finiscono qui: come Big Jim costituisce una sua “gioventù hitleriana” per controllare le forze di polizia, così anche l’ antagonista de “Il vaquero sorridente” assolda dei pistoleri che facciano il lavoro sporco al posto suo, e che invece finiscono per creare più problemi di quanti ne risolvano.
    Sicuramente King non ha copiato Hopson, ma i due romanzi sono molto simili nell’ analizzare come l’ ambizione di una singola persona possa far sprofondare nella follia un’ intera comunità. Davvero due libri notevoli.
    Domenica ho visto una puntata della serie tv tratta da The Dome. Quando guardi un film o una fiction tratta da un libro, il problema é sempre lo stesso: é tutto diverso da come te lo eri immaginato. Ad esempio, a Big Jim avevo associato il volto di Tom Selleck (il che é strano, dato che quest’ attore di solito recita in parti da eroe e non da cattivo). I personaggi di The Dome erano così tanti che alla fine trovai un ruolo per lo stesso Stephen King: detti il suo volto ad un personaggio di contorno, il prete che si autoflagellava. Il classico ruolo “piccolo ma importante”, perché se non sbaglio é con lui che parte la catena degli omicidi di Big Jim.
    Di King ho letto nell’ ordine:

    Cell
    Joyland
    Christine la macchina infernale
    22/11/’63
    The Dome

    Sono state tutte e 5 delle bellissime esperienze, dei veri e propri viaggi all’ interno di un libro unico, di un mondo sconosciuto, di una mente geniale.
    E, come sempre succede alla fine di un bel viaggio, si é soddisfatti di come é andato, ma si é anche tristi, perché avremmo voluto prolungarlo per sempre.
    Ciò che apprezzo di più di Stephen King é l’ empatia che riesce a creare tra il lettore e i personaggi del romanzo. Ad esempio, mentre leggevo 22/11/’63 mi affezionavo profondamente non soltanto al protagonista, ma anche ai personaggi di contorno. E’ davvero un’ abilità non comune.

  • Jfk 14 agosto 2013 at 08:57|Rispondi

    Ciao, condivido con te l’opinione sull’aspettativa che ha un lettore nel vedere nel romanzo sullo schermo (tv o cinema fa lo stesso) un tale personaggio: di solito viene disillusa. Riguardo a “The dome” io m’immaginavo Big Rennie come John Goodman, Barbie come Ed Harris e Julia come una donna di mezza età ancora piacente, una sorta di Jane Fonda di una trentina d’anni fa e non una “ragazza” simil california-girl!
    Di King (uno dei miei autori preferiti ed io odio il genere horror, soprattutto al cinema…) ho letto e ho praticamente tutto, forse mi mancano due o tre dei libri più recenti…basta poco a far disamorare un affezionato lettore, uno o due libri con poca sostanza e ti allontani… mi sono riavvicinato al caro vecchio Stevie grazie a 22/11/63 (adoro il genere “Macchina del tempo”) che mi è davvero piaciuto tanto, ho ritrovato il suo stile e tutto ciò che sa regalare a noi lettori. Ho appena terminato la sua “Leggenda del vento”, una sorta di episodio a sé stante con i personaggi della saga della Torre Nera. L’inizio è stato davvero duro poichè occorre ritornare ad un mondo, a dei termini e ad un’atmosfera ormai finiti nei recessi della mia memoria ma, grazie al bravissimo Tullio Dobner, che reputo IL traduttore italiano di King, dopo una ventina di pagine ti ritorna tutto alla mente e ti godi appieno la storia/le storie (tra l’altro molto avvincente, non vedevo l’ora di proseguire). A breve ne pubblico la mia recensione.
    Visto che non li hai letti ti consiglio 3 libri di King su tutti:
    L’ OMBRA DELLO SCORPIONE : un bel malloppone che a tratti ti ricorderà the Dome, soprattutto per la moltitudine di personaggi e la divisione del bene e del male in situazioni estreme).
    IT : Altro bel peso massimo (1300 pagg. o giù di lì) che è un capolavoro quasi fino al termine (è il punto debole del racconto ma fino a quel punto ti chiedi come faccia King a descrivere così bene storie di bambini e le loro emozioni).
    STAGIONI DIVERSE: 4 racconti, ognuno legato ad una stagione. Qui ci troverai due dei miei preferiti in assoluto e cioè quelli da cui poi hanno tratto “Stand by me, ricordo di un’estate” e “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank” da cui è stato tratto “Le ali della libertà”.
    Buona lettura o come dice Roland di Gilead (Torre Nera) : lunghi giorni e piacevoli notti!
    Ciao
    J

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