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Marocco

Marocco  Marocco [1994]

Marocco

Rabat
Marrakech

Agadir

Ouarzazate

Casablanca

Il Marocco è un paese musulmano per cui se ci volete andare attenetevi agli usi e costumi del luogo. La lingua principale è il francese, misto all’arabo e in alcune zone del sud al berbero. La moneta ufficiale è il Dirham. Il clima estivo è umido e la temperatura piuttosto elevata. Tappeti, artigianato dell’argento sono i souvenir classici del Marocco.

 

 

 

 

 

Rabat (Sappiate che è la capitale…)

Rabat - La torre di Hassan II

Per arrivare a Rabat fummo obbligati ad un volo Milano – Roma – Casablanca poiché la domenica non ci sono voli diretti per la capitale marocchina (così ci dissero in agenzia). Infatti il primo scalo sul volo Roma -Casablanca è…Rabat! Dopo questa bella sorpresa, arrivati a Casa (si legge Casà ed è il nome con cui i marocchini chiamano Casablanca) prendemmo un treno per giungere a Rabat, la capitale nonché residenza del Re (all’epoca Hassan II, adesso mi pare sia Mohamed VI, ma potrei sbagliare). Attenzione: se siete in tre potete salire sui taxi rossi (generalmente delle Peugeot 205 scassatissime), ma se superate il numero siete obbligati a prendere un taxi più grande (e costoso)…Non saperlo vi costerà litigi e inutili ed estenuanti discussioni in franco-arabo-inglese-italiano… Dal treno Casa-Rabat si possono ammirare i differenti colori del Marocco: terre brulle di color zafferano, rosso mattone o bruno, prati verde bandiera e giallo fieno…uno spettacolo! 

Rabat è una cittadina molto verde e pulita. Come tutti i paesi di estrazione musulmana tende a mostrare i lati migliori della propria cultura fino all’eccesso, a volte con risultati che scadono nel kitsch… A Rabat oltre il notevole Palazzo Reale, a cui si giunge da un viale alberato con piante tagliate a mò di siepe lunghissima (piante che sembrano finte tanto sono squadrate), si possono ammirare altre notevoli bellezze di carattere botanico.

Infatti esiste il giardino di Oudaia, orto botanico molto variegato, colorito e profumato (belle le porte azzurre decorate). Qui tentai di fotografare una signora con figlioletto che mi ricordavano la Madonna (nera) e Gesù, ma dovete sapere, che la gente del luogo non ama, anzi rifiuta, essere fotografata. (Occorre essere molto gentili e chiedere sempre il permesso). Riuscì comunque a far la foto ma ho imparato che forse è meglio una foto in meno e un sorriso in più…

Altri luoghi in Rabat sono la Chellah (una cittadella storica con minareti su cui nidificano le cicogne), il mausoleo di Mohamed V (con il famoso colonnato) e la torre di Hassan e alcune piccole botteghe artigiane in periferia dove si possono ammirare maestri piattai all’opera (i torni sono ancora manuali!)

Rabat, pur essendo capitale è meno rinomata di Casablanca o Marrakech ma, a mio avviso, è una città che meriterebbe maggior attenzione da parte dei turisti…

 

 

Marrakech (altresì detta Marrakesh)

Il primo approccio con Marrakech non è dei più esaltanti… Arrivando in treno da Rabat si è subito accolti da una moltitudine di ragazzi intraprendenti che tentano insistentemente di farti da guida. L’unico modo per aver pace è sceglierne uno fidandoti dell’istinto. Sicuramente la guida vi racconterà che è venuto in Italia per studiare, anche se ho i miei dubbi sia vero, ma ha poco importanza… Il secondo aspetto di Marrakech, a cui non potete sottrarvi, è l’odore: ho scritto odore perchè, purtroppo, non si tratta esattamente di un profumo… Marrakech vive di turismo e tra le varie iniziative ha quella di avere a disposizione molti molti molti calesse trainati da cavalli (ho detto tutto).

Marrakech è una città caotica con alcuni punti interessanti ma, mi dispiace sottolinearlo, si fa poco amare per l’incessante richiesta dei locali nel venderti qualcosa, nel proporsi come guida o anche soltanto per elemosinare soldi o vestiario. Pur avendo infinita pazienza e comprensione per un popolo che (soprav)vive grazie al turismo, devo dire che Marrakech diventa una visita poco rilassante.

A Marrakech si possono ammirare: la Place Jemaa El Fna (dove si trovano bancarelle di arance, incantatori di serpenti e i folkloristici portatori d’acqua che potete fotografare solo a pagamento o come me, cioè fotografando tenendo la macchina appesa al collo…), il Museo, le Mura della città, la Moschea della Koutoubia, i Giardini della Menara, i Palazzi El Badi e della Bahia e soprattutto il Souk. Il Souk (o Suk, cioè il Mercato) è un posto in cui dovete andare per forza con un aguida, altrimenti vi perdete e rischiate di farvi fregare (non che guidati il rischio sia minore…) Il Souk è un luogo, a mio avviso, al di fuori del mondo…

 

Marrakech, Piazza Jemaa El Fna

Mi spiego meglio: innanzitutto il souk è all’aperto ma, siccome è collocato in vicoli angusti, viene (credo per proteggere le mercanzie dal sole) coperto tra palazzo e palazzo con tettoie in paglia, plastica e chissà cos’altro. La temperatura non è elevatissima ma l’umidità è enorme! In più sembra di essere stati catapultati ai tempi di Marco Polo e di essere finiti in Arabia… ti guardano (guardano soprattutto le ragazze…) come se fossi un extraterrestre e con sguardo inquietante, anche se in realtà nons uccede nulla di male (se non comprare un monile al triplo del valore effettivo!!!) Nel souk si possono comprare tantissimi souvenir come tappeti o manufatti in pelle, in legno, in argento, in terracotta e via dicendo…

Dubito sull’autenticità di alcuni pezzi ma comunque i prezzi sono accettabili e il souk ha un suo fascino… Una cosa che lasciai a Marrakech (oltre ad una buona parte di tolleranza) fu il mio cappellino della Ferrari (alla guida locale di cui non ricordo il nome), pertanto fui costretto a riacquistarne subito un altro, tipicamente marocchino: un bel cappellino azzurro con scritto davanti “Benetton”…

 

Agadir (Dove dormire è impossibile)

Agadir è una cittadina marina ricostruita dopo un terremoto avvenuto nel 1960 e proprio per questo ha veramente poco di tipico. Tutte le case sono palazzi bianchi e squallidi. Il mare, l’oceano Atlantico, è piuttosto fresco anche d’estate e essendo mosso, le sue acque torbide. Le spiagge sono in stile Mar Adriatico. Agadir mi ha deluso. Non c’è nulla di rilevante (mia opinione personale). Ho comunque dei ricordi legati soprattutto a due eventi. Il primo riguarda la presenza di scarafaggi rossi grossi come noci.

Ad Agadir avevamo affittato un appartamento per una settimana e ci facevamo da mangiare da soli. Il problema degli scarafaggi fu inizialmente tentato di risolvere con l’ausilio di DDT da parte del portinaio della palazzina. Risultato: gli scarafaggi continuarono a mostrarsi sui muri e sui pavimenti e noi non potemmo dormire in camera per la tossicità… Mi ricordo un bellissimo episodio con protagonista lo stesso portinaio: siccome Seri e Moni urlavano per uno scarrafone in mezzo al corridoio, l’ameno personaggio prese la prima padella che gli capitò tra le mani e sciaff! la spiaccicò sull’insetto (bleh)… Il secondo evento (naturale) fu una tempesta di sabbia rossa al tramonto. Non ho mai visto il cielo di quel colore altre volte in vita mia. Impressionante. 

Ad Agadir non si riusciva a dormire. Avendo una moschea nei pressi dell’appartamento, due volte a notte il muezzin chiamava a raccolta per le preghiere i musulmani…urlando.In secondo luogo: in camera si schiattava di caldo, così premurosamente decisi di aprire la finestra…non l’avessi mai fatto! Appena schiusi le imposte entrò una ventata così calda che mi sembrò di essermi ficcato un phon inbocca….richiusi e tornai al letto-sauna…

Ad Agadir noleggiammo un minibus perchè volevamo andare più a sud per vedere il deserto. Ci fu un’incomprensione perchè non sapevamo che Ouarzazate è “la porta del deserto” e quindi solo il primo assaggio delle dune, ma comunque un’esperienza notevole…

 

Ouarzazate (Easy Riders)

Per spostarci da Agadir ad Ouarzazate ed oltre noleggiammo un minibus guidato da un tipo che soprannominammo “Rischioman”(a causa del suo stile di guida). Il Marocco ha strade asfaltate abbastanza valide che ricordano le highway americane: lunghissime, diritte, perse in valli semi-desertiche. Il problema di queste strade è che se incontri un mezzo contromano devi necessariamente portare le due ruote di destra sullo sterrato ed anche Rischioman sottostava a questa elementare regola di guida…purtroppo mantenendo la velocità intorno ai 100km orari…

RischioMan (Quello col cappellino giallo)

Mi ricordo pure di un volo alla Bo & Duke Luke (quelli di “Hazzard”, tanto per intenderci)… Su uno di questi stradoni infiniti, in lontananza vi era un’interruzione perpendicolare della strada, come un canaletto largo mezzo metro e al di sotto del manto di 3/4 cm che attraversava tutta la carreggiata… pensai che Rischioman rallentasse la corsa, ma pur accorgendosi della “buca” continuò tranquillo la sua spensierata (e suicida?) marcia… Il furgoncino prima impuntò il muso poi sotto la pressione delle gomme anteriori sul bordo dell’asfalto schizzò in alto e ripiombò come un sasso oltre…A parte l’essermi cagato sotto, nessuno si fece male (a parte le chiappe).

Durante il tragitto fummo fermati anche dalla polizia locale che dopo qualche rassicurazione ci diede l’indirizzo di un ostello ad Ouarzazate. Siccome ci fidavamo poco di Rischioman (doveva o non doveva portarci nel deserto?) decidemmo di seguire il consiglio del poliziotto… Ouarzazate è povera ma carina, ha una sua casbah e molto deserto attorno (è usata spesso come ambientazione nei film). Dormimmo nell’ostello ma non in camera (una stanza 3 x 3 senza finestre ma con bidet!) bensì sul tetto (piatto).

Come noi, tutti quanti gli ospiti dormivano (e fumavano roba strana insieme al poliziotto del pomeriggio…) lì sopra nel proprio sacco a pelo. Era la notte di S.Lorenzo e non ho mai più visto un cielo così fantastico, attraversato da migliaia di stelle cadenti…wow, questo è il bello dei viaggi non organizzati! Ok, al mattino ero bagnato come un pulcino e avevo mal di schiena, ma rientra nel gioco… Da Ouarzazate organizzammo le visite di Taouin (un villaggio berbero con ragazzi e soprattutto ragazze bellissimi e molto cordiali) e la casbah di Ait Ben Adoo (famosa per essere stato il set – ancora montato – di film come “Marrakech Express” ed “Il tè nel deserto”).

 

 

Il Villaggio di Taouin
Kasbah di Ait Ben Adoo

I berberi sono un miscuglio di razze. Hanno la pelle color caffelatte e non di rado hanno occhi verdi. Ci sono ragazze con sguardi da capogiro… oltretutt ohanno una cultura profondamente diversa dal resto del Marocco e sono molto ospitali, gentili e poco invadenti (una boccata d’aria fresca dopo Marrakech!).Uno dei posti più belli ed interessanti dell’intero Marocco…

Casablanca (Suonala ancora Sam…)

La Moschea di Casablanca

A Casablanca uno si aspetta le atmosfere del film omonimo e invece… Non ne parlerò a lungo poichè Casa è stata una delusione tale… Ci sono solo due cose che mi ricordo e sono in contrasto tra loro come spesso si vede in questi paesi… Mi riferisco alla Moschea di Casablanca e al suo “hinterland”…

I marocchini sono (giustamente) orgogliosi della Moschea di Casa: è recente, del 1992 credo, è seconda solo a quella della Mecca, è completamente in marmo di Carrara, con cupole d’oro e mosaici bellissimi. L’interno per noi cattolici è precluso per cui non so dire, l’esterno è veramente maestoso e si specchia sul mare.

Il problema sta solo nel fatto che se vi girate dando le spalle alla Moschea vedete uno dei più brutti panorami che mi sia mai capitato di vedere: una fila di case squallide, di bianco ma con l’intonaco scrostato e molto sporche. Insomma il retro della medaglia…Che dire? Il Marocco ha il suo fascino ma onestamente mi aspettavo a livello “emozionale”qualcosa di meglio…

 

Marocco

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Link esterni:

Informazioni sul Marocco da “Viaggiare Sicuri”

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