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Singapore

Singapore  Singapore [2002]

Singapore

Singapore (S’pore)

Singapore è un paese dalle 1000 religioni per cui se ci volete andare attenetevi agli usi e costumi del luogo (ohno, ancora?). La lingua principale è l’inglese misto al cinese, al malese e a chissà cos’altro… La moneta ufficiale è il Dollaro Singaporegno (S$).

Il clima estivo è molto umido e a tratti piovoso, sicuramente afoso… Artigianato vario (caro) e tecnologia (ormai a costi elevati)…ottimi i prezzi di calzature sportive (eh eh, ne so qualcosa…alla faccia di Foot Locker!)

 

 

 

 

 

 

Singapore (Una città contrastata…)

Boat Quai e il North Bridge sul Singapore River

Grazie alla Singapore Airlines (la compagnia che a mio avviso dovrebbe essere presa come punto di riferimento da chiunque abbia un aereo…) Singapore diventa meta di soggiorno a pernottamento gratuito per chi viaggia verso la Cina, l’Indonesia, Bali o l’Australia.

Con la formula dello Stop Over si ha diritto ad una notte gratuita in un Hotel a 5 stelle (nel mio caso, in mancanza di voli di ritorno, i giorni di pernottamento – quindi le notti(!) – sono state 3). Singapore è una città-stato, simile a New York, caotica e popolosa (quasi 3 milioni di abitanti). Quello che colpisce di S’pore è la quantità di differenze racchiuse in questi 600 Kmq: religioni, razze e architettura antica e moderna si mescolano suscitando stupore e divertimento, nonchè un senso di irreale (soprattutto se si torna da posti al di fuori del mondo come l’Indonesia…).

Di giorno S’pore assomiglia ad una città europea (Londra forse per via del traffico sulla sinistra) ma di sera diventa New York o Las Vegas quanto multicolore e affascinante con palazzi stra-illuminati a festa (un po’ kitsch ma basta dare un’occhiata ai templi per capire che qui “sobrio” non sanno cosa significhi!). In notturna lo skyline è suggestivo, come il lungo-fiume e i vari Raffles e Fullerton Hotel (coloniali), il Suntech e la Wealth Fountain (la fontana del benessere).

L’Hotel Peninsula (una sorta di double-hotel visto che ha la sua torre gemella nell’Excelsior) è in posizione centrale e non lontano dalla St.Andrew Cathedral (Anglicana) e dalle rive del Singapore River ove si trovano le due sponde famose per locali e ristoranti (Clarke e Boat Quai – leggesi Chi).

Clarke Quai è più tranquilla rispetto Boat Quai, ha locali meno orientali (addirittura un ottimo ristorante italiano -Bellavista – dove gustare pizza e spaghetti alla puttanesca e vino nonchè l’agognato espressoooo!) e un retro-lungo fiume (sorry) costellato di negozietti e chioschi molto carini e particolari. (Read Street vale un giretto per souvenir e mutande fetish…leggi dopo!) Boat Quai è invece punteggiata da una miriade di ristoranti thai, coreani, cinesi, giapponesi, indiani e ad ogni passo venite invitati a sedervi a tavola, per cui se non volete stressarvi sedetevi subito o andate in Clarke Quai!

 

Chinatown a Singapore

Singapore ha quartieri che rappresentano (in parte) le culture che vi abitano: Chinatown, Little India e Arab Street. A Chinatown pare di essere davvero arrivati a Shangai o a Pechino. Ogni palazzo è colorato, ogni via ha negozietti pieni di Budda e cineserie varie (per l’appunto). Farsi capire in inglese è un’impresa anche per chi lo parla bene e comunque si provi a domandare qualcosa di sensato la risposta generalmente non c’entra nulla con la richiesta…

In Chinatown ci sono molti templi (credo buddisti ma potrei sbagliare vista la quantità e scelta…). Tutti molto”affollati” di statue, fregi, pagode, svastiche (che rappresentano l’ordine e niente di nazi!), altari e candele. In ogni tempio si può entrare (scalzi) e fotografare anche se, personalmente, provo un po’ d’imbarazzo nel scattare flash mentre qualcuno prega o accende incensi e suona campane…

Chinatown contrasta con lo skyline ipertecnologico di S’pore sempre presente sullo sfondo. Pare strano ma sembra di vivere contemporaneamente nel 1800 e nel 2100! A Chinatown per rimanere in tema di stranezze, ho visto il paio di mutande da donna più strane di questa terra (non ho la foto ma tento una descrizione per i patiti del genere…): a parte il colore (vario), lo slip è trasparente e decorato da a) 2 pon pon di pelo oppure b) una piuma di non so che animale. c) cosa particolare non ha il fondo, cioè immaginate uno slip a cui è stato tagliato tutto il pezzo che normalmente va dal sedere all’elastico davanti (dal punto di vista igienico pare inutile, forse ha qualche scopo più rapido e forse erotico, comunque….)

Little India (Little Italy non c’è, ho già chiesto io!) e’ a Nord Ovest ed è praticamente concentrata su una via a grande traffico. Come Chinatown rappresenta un bel contrasto con i megagrattacieli del Suntech o con i 70 piani dello Swiss Hotel.

In questa via ci sono vari ristoranti (o meglio locali ma non necessariamente turistici) indiani o tandoori e qualche bel tempio, tra cui quello delle mille luci (anche se il più bello a mio avviso è quello sulla strada e si chiama Sri Vadapathira Kaliamman Temple (555 Serangoon Road), non chiedetemi a quale religione appartenga, credo induista… ma è particolarmente suggestivo e interessante aggirarsi per templi annusando incensi e aromi tipici dell’India (o così almeno credo siano).

Ogni tempio è sormontato da una specie di cupola a trapezio (non esattamente a pagoda) in cui fanno bella mostra di sè un’infinità di statue (animale e non). Aggirarsi per Singapore significa poter incontrare razze di tutti i tipi (a parte gli afroamericani che non ci sono) e vedere molte ragazze vestire come le turiste giapponesi in Via Montenapoleone (e sentirle alle spalle con quelle scarpette coi tacchi…tic tic tic)…

La metropolitana di S’pore (North-South and West-East) e’ super moderna e pulitissima (anche se anche lì non hanno trovato ancora il modo di evitare le code alle biglietterie…) Ad ogni fermata comunque si è avvisati vocalmente della stazione ed è un peccato vedersi “mangiare” dal tornello d’uscita il proprio biglietto (una scheda simil-telefonica ipercolorata e chic…)

 

Tempio

Skyline

Una visita a Singapore può continuare anche ai suoi parchi ornitologici (Jurong) e botanici ed anche con la visita all’acquario di Underwater World e del parco delle farfalle sull’isola di Sentosa, a sud del Business Disctrict. Attenzione Sentosa è una sorta di Gardaland e costa approssimativamente 50 S$…vedete voi se ne vale la pena…

Ci si può arrivare in traghetto, via taxi oppure in funicolare (cable car e non funicular come dice la mappa!). Si passa sopra il loro World Trade Center (piccolino e forse under construction o in ristrutturazione…non so *)

L’isola è grandicella e ci sono varie attrazioni e anche l’unica spiaggia (artificiale) di Singapore (che da sul porto, insomma mica si può avere tutto)… Bello l’acquario dove potete passare sotto un soffito a volta in vetro dove vedrete nuotare squali, mante e un sacco di pesci a me ignoti…)

*: Daniela ha chiesto al tassista perchè il W.T.C. è così ben fatto in cima e disastrato alla base ma lei non ha capito la risposta poichè l’omino forse parla l’inglese peggio di me…comunque la mia traduzione è stata all’incirca: Una grande nave ci ha cozzato contro…mah…mi pare improbabile ma giuro che non abbiamo avuto il coraggio di ri-domandarglielo…stavamo sghignazzando trattenendoci (cioè eravamo viola in faccia!)

 

 

In Orchard Street

Anche Singapore ha la sua Oxford Street o Fifth Avenue o Montenapo…e si chiama Orchard Road. Tenete presente che S’pore è un immenso shopping center. Ogni palazzo a scelta è: un hotel, una banca o un centro commerciale. I più grandi mall sono il Suntech e il Raffles ma Orchard Road è una serie di centri (enormi e su più piani, ad esempio il Lucky Plaza) uno in fila all’altro.

Personalmente non mi ha detto molto… un gran casino ma in fondo sono solo negozi (e tanti di stilisti italiani…)… Rimango dell’idea che anche se vi perdete Orchard Road potete stare tranquillamente sicuri di esservi fatti un’idea girando per qualsiasi altro shopping center della città…

Per finire, il Business District, vicino Chinatown, è un imponente serie di grattacieli finanziari (banche) alla cui base sta un posto strano che si chiama Lau Pa Sat…una tettoia circolare sotto cui stanno circa 100 chioschetti (indiani, thai,chinese ecc ecc) dove gli impiegati della city vanno a banchettare nella loro pausa…

Chiaramente molto “Singapore” questo contrasto tra gente in completo e cravatta e gli ambulanti in maniche di grembiule che sa di curry… Qui ho provato il pollo tandoori e dei calamari più un sandwich…avevo fame…

Singapore vale una fermata se si è in zona, almeno per avere un’idea di un posto di frontiera molto distante dai ritmi dei posti da cui è circondata (Indonesia, Malesia, Cina)… e per capire che l’Oriente (purtroppo) è forse destinato ad occidentalizzarsi… Nota finale a merito della Singapore Airlines (non prendo provvigioni, giuro!): ottimi film, gentilissime stewardesses e comfort notevole. In pù l’albergo ci ha dato anche la possibilità di fare la doccia dopo aver lasciato la stanza… ah…l’Aeroporto di Singapore ha pure la piscina nel Terminal 1!!!

 

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Link esterni:

Informazioni turistiche su Singapore

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