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Genealogia

Gli errori nella ricerca genealogica e l’organizzazione dei dati raccolti.

Come precedentemente ho descritto QUI e QUI , grazie ad internet e non solo, sto tentando di ricostruire il mio albero genealogico per entrambi i rami (paterno e materno).

Raccolte le informazioni è molto importante organizzarle anche perché negli atti, nei documenti, nelle foto o nelle testimonianze si nascondono dettagli che ci possono aiutare ad ampliare ulteriormente il nostro campo d’azione e di conseguenza anche l’albero stesso.

Gli errori comuni

Il fascino di scoprire indietro nel tempo a volte ci rende “ciechi” verso il presente o il passato recente. Occorre avere pazienza e collegare ogni ramo con quello precedente per non sbagliare : casi di omonimia, errori di trascrizione, tradizione orale, ricordi stravolti sono tutti “nemici” del ricercatore.

Nel mio albero ho almeno 6 antenati (diretti e non) che si chiamavano Giuseppe Antonio Lucca: è facile confondersi e sbagliare.

Un errore comune (io sono il primo ad esserci cascato) è quello di iniziare a risalire nella ricerca soltanto interessandosi agli antenati diretti (genitori, nonni, bisnonni eccetera) tralasciando le parentele collaterali quali cugini, zii, prozii…

E’ invece davvero importante allargare in “orizzontale” l’albero per poter sperare di risalire verticalmente senza errori e raccogliendo più informazioni.

Quindi, ad esempio, conoscere date di nascita/matrimonio/morte e luoghi ed eventi degli zii aiuta a ricostruire una famiglia d’origine e dare un quadro d’insieme più completo con informazioni più dettagliate.

Nozioni maggiori significano maggiori possibilità di trovare altro (secondi matrimoni, divorzi, vedovanze, figli illegittimi, seconde nozze, spostamenti, traslochi, migrazioni, servizio militare…).

Il secondo errore è la fretta: se scopriamo un dettaglio interessante o troviamo un “nuovo” antenato vogliamo subito risalire al padre, alla madre… E’ naturale ma è altrettanto rischioso e una ricerca superficiale è controproducente.

L’errore più grave (a mio avviso) è quello di saltare a conclusioni in base ad ipotesi non suffragate da dati certi, tipo collegare un nonno ad un nipote senza conoscere il padre che sta in mezzo (semplificando). Mai cercare la via facile. Io sono fermo su un’antenata e credo fortemente di aver individuato il nome del coniuge e il suo ipotetico cognome (che per ora è ignoto). Ho indizi molto precisi ma non sufficienti a garantirmi la giustezza della mia ipotesi. Mi servono altre fonti che al momento non trovo…

Conoscere quello che ci circonda e ha influenzato il passato

All’inizio della ricerca genealogica s’incontra un mondo nuovo costellato e composto da informazioni che raccolgono dati da discipline ben diverse tra loro ma ovviamente ben intrecciate l’una all’altra.

Abbiamo a che fare con:

il tempo (in termine cronologico) che racconta gli eventi della nostra famiglia e della Storia.

il tempo (in senso meteorologico) che influisce sulla vita delle persone (basta pensare alle alluvioni o alla siccità).

la Storia (guerre, carestie, eventi socio-politici, epidemie, poteri economici/politici/religiosi)

la Geografia (indissolubilmente legata al tempo e alla Storia. I nomi dei luoghi cambiano per esempio, o i Comuni spariscono o vengono accorpati, i terremoti, le inondazioni…)

la Religione (Curia, Diocesi, Parrocchie, Archivi), lo Stato Civile (Stato, Comuni, Studi notarili, Catasto, Archivi), L’Educazione (Scuole, Istituzioni)…

C’è di tutto e di più come vedete e ben oltre alla nostra immaginazione…

Ritornando a noi: partiamo da quello che conosciamo meglio (la nostra famiglia che, come per un puzzle, è meglio ricomporre dai pezzi “facili”, quelli sui bordi. Mamma, Papà, fratelli e sorelle. Poi zii e cugini. E nonni e nonne.

Fermiamoci un attimo e verifichiamo cosa sappiamo davvero del nucleo vicino a noi stessi.

Quando il quadro è abbastanza chiaro e certo solo allora proseguiamo. Chiediamo (se li abbiamo ancora) ai genitori, ai nonni, agli zii, a tutti). A volte per qualcuno sarà difficile perché magari abitiamo lontano dai nostri parenti o magari i rapporti si sono raffreddati con il tempo e qualcuno non è minimamente interessato alla nostra ricerca o addirittura infastidito, succede. Abituarsi a credere ma non ciecamente alla parola di una zia in buonafede (il ricordo spesso è lontanissimo dalla realtà dei fatti).

Come già spiegavo le ricerche prendono vie diverse a seconda del periodo storico e dei luoghi e a volte inaspettatamente, per caso o per fortuna, dare il “LA” nasce da una frase di un parente che sta mangiando alla vostra tavola.

Organizzare i dati raccolti

Il discorso è complesso e quindi io scriverò come personalmente organizzo i dati secondo la MIA logica e il “Dopo” ricerca (che di per sé non esiste perché la ricerca è praticamente infinita, in realtà).

Dopo :

> aver cercato su Internet (vedi gli articoli precedenti), inserito i dati raccolti in alcuni siti di Alberi Genealogici Online (che possono aiutare ad integrare le informazioni e a creare graficamente l’albero), chiesto aiuto a forum specifici sull’argomento, telefonato e scritto a Parrocchie, Diocesi, Comuni e Archivi di Stato…

> aver visitato Archivi Diocesani e “reclutato” altri appassionati per scambio di informazioni e soprattutto supporto su luoghi lontani e di difficile raggiungibilità…

> aver raccolto tutto questo, il materiale va organizzato in qualche modo.

Io ho cominciato con Excel (credo che lo facciano in molti appassionati) e con cartelle piene di immagini e pdf degli atti ricevuti o fotografati.

All’inizio avevo messo tutto in una cartella “Antenati” nel mio pc ma poi, quando la mole di materiale è cresciuta, ho dovuto soffermarmi e tentare di dare un senso logico al tutto.

Nel mio caso avendo un ramo paterno definito praticamente nella provincia di Mantova ed un ramo materno quasi tutto tra Pavia, Lodi e Milano, ha significato creare due cartelle principali per semplificarmi il lavoro: “Mantova” e “Lodi e Pavia” (Milano riguarda da mia mamma in poi per cui so dove guardare).

Ho rinominato le immagini seguendo per prima cosa la cronologia e poi il tipo di atto e alcune informazioni che (teoricamente) con facilità mi possono servire a capire il contenuto di un documento (jpg o pdf) senza doverlo aprire.

Ad esempio l’immagine dell’atto di nascita di mio bisnonno l’ho chiamata:

1873 23 Febbraio NASCITA VECCHIA UGO LUIGI di Giuseppe e Maria Rosa Gambarati – Buscoldo

Salvandola sotto la cartella “Mantova” (Ramo paterno) vedo :

Anno / Giorno / Mese / Tipo di Atto / Generalità / Nome del padre / Nome della madre / Luogo di Nascita

Anche in Excel ho generato una sorta di Timeline in cui usando come partenza l’anno inserisco tutti gli eventi dal più remoto al più recente (ho due fogli excel, uno per ramo).

Un database

Arrivato al momento a circa 170 antenati diretti per un totale di circa 450 persone nel mio albero su almeno dodici generazioni ho iniziato a dover pensare a qualcosa di più strutturato per poter gestire al meglio le informazioni raccolte: un database.

Non sono un programmatore e quindi il mio db non è sicuramente ottimizzato o normalizzato ed è assolutamente troppo personalizzato sui miei bisogni per farein modo che possa renderlo pubblico o fruibile ad altri (non chiedetemelo, non vi servirebbe a molto, garantisco).

Di certo mi è servito per poter generare dei report su ogni singola persona del mio albero e tentare così di avere, per ognuno, in unica pagina tutto quello che può servirmi per trovare ulteriori antenati e/o informazioni integrative. Mi rendo conto che detta così non vi serve a molto per cui cerco di mettere almeno quello che un’idea del report famigliare di una persona (nel particolare una mia bisnonna paterna) e di quello che dovrebbe racchiudere (secondo me):

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

0: Cognome e Nome (Si evidenzia in giallo se la persona è un antenato diretto, mi serve soprattutto per le omonimie)
1: Date e luoghi di : nascita, prime nozze (se la persona si è sposata, ovviamente), morte
2: Generalità dei genitori
3: Note con informazioni aggiuntive
4: Nome del coniuge (se esiste)
5: Generalità e data/luogo di un eventuale secondo matrimonio
6 e 6B : Elenco figli della persona (prime e seconde nozze) con generalità, luoghi e date
7: Possesso degli atti (verde ce l’ho, giallo conosco la data ma mi manca, bianco mi manca in assoluto)
8: Filtri per la ricerca nel database
9: Generazione
10: Grado di parentela (rispetto a me)
11: Ramo (“P”aterno o “M”aterno)
12: Link alle foto degli atti
13: Pulsanti per aprire il report di persone collegate

Nel report per la stampa ho aggiunto ulteriori campi. Ad esempio da dove ho tratto le informazioni (siti online, altre persone, archivi statali o comunali, Diocesi o Parrocchie) e un campo in cui inserisco la data della mia ultima modifica, almeno so da dove ripartire.

Alla fine di tutto questo “lavoro” ho stampato ogni singola scheda e inserita in due faldoni (indovinate ogni faldone a cosa corrisponde) !

E con questo chiudo, vi auguro Buona Ricerca!

Ciao

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