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Pubblicato il 31 Mar, 2009 in Cinema, Commedia | 2 commenti

Recensione Film : Giù al nord

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Film francese (anzi Ch’tis ^__^) del 2008, vero caso nazionale in patria (secondo incasso assoluto dopo “Titanic”) è una piacevole commedia diretta (e co-interpretatata) da Dany Boon. Se la traduzione del titolo non c’entra nulla con l’originale “Bienvenue chez les Ch’tis”, il senso invece ce l’ha.
Questa pellicola è un racconto scorrevole contro i pregiudizi che spesso – come da noi in Italia – esistono tra abitanti del Nord e del Sud; solo che al contrario dell’italico suolo ove siamo noi settentrionali ad avere forti pregiudizi e luoghi comuni verso il mezzogiorno (di solito), dai cugini d’oltralpe è esattamente l’opposto. I meridionali di Francia, abitanti della Provenza aspirano all’estremo sud (la Costa Azzurra) e considerano il settentrione della Francia come un’appendice grezzo del Polo Nord.
Philippe (Kad Merad), uomo sposato alla bella Julie (Zoé Félix) e con figlio a carico, è il direttore dell’ufficio postale di Salon-en-Provence che sta cercando in tutti i modi – anche la raccomandazione – di avere un posto a Cassis, in Costa Azzurra. Pur di accontentare la moglie si finge invalido in modo da scavalcare eventuali altri pretendenti al posto ma mal gliene incoglie. Scoperto l’inganno – pur di non essere licenziato – suo malgrado accetta il trasferimento a Bergues, paesino vicino a Lilla, a non molta distanza da Calais e dalla Manica. Lasciata a casa la moglie parte carico di pregiudizi quanto di vestiti pesanti, convinto di finire praticamente al Circolo Artico in mezzo ad una popolazione ostile, incivile e grezza. In mezzo a gente che parla il dialetto Ch’ti incomprensibile per un francese puro. Ma la verità è più dolce del pregiudizio…

Il film è chiaramente fruibile al 100% solo in lingua originale poichè il lavoro di doppiaggio ha dovuto rendere frasi e deformazioni delle parole che in italiano suonano “male” ma – onestamente – credo che questo sia un film davvero difficile da tradurre. Dubito che qualche francese coglierebbe le finezze dei nostri dialetti se non con qualche ritocco linguistico dei propri doppiatori. E’ comunque un lavoro degno di nota che ha tentato di mantenere le dissonanze di questo dialetto più fedelmente possibile (se trovate il trailer in francese dopo aver visto il film in italiano vi renderete conto della somiglianza notevole dei suoni nelle due lingue…).

In sostanza, un film godibile senza pretese di essere un capolavoro, che fa sorridere e anche ridere almeno in due occasioni (personalmene almeno l’ho fatto) e che si merita almeno la piena sufficienza e qualcosa in più. Anzi “qualcosha in più, gneeeeeeeeeeee!” (questa la capirà solo chi ha visto il film) 🙂

Voto 6.5-7 (Simpatico)

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2 Commenti

  1. La tua recensione mi ha fatto venire voglia di vederlo.
    Ma in biblioteca c’e’ solo la versione del 1999 di Antonio Albanese e Paolo Beldì … mi sa che me lo dovrai prestare … 😉
    Ciao

  2. Quello di Albanese ha in comune solo il titolo (italiano) ma non c’entra nulla con quello francese.
    Per il film, no problem, te lo presto, ricordamelo 🙂
    Ciao
    J

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