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Pubblicato il 9 Feb, 2010 in Cinema, Commedia, Drammatico | 0 commenti

Recensione Film: Il Club di Jane Austen

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Commedia del 2007 con Maria Bello/Jocelyn (“Coyoute Ugly” “E.r.”), Emily Blunt/Prudie (“Il diavolo veste Prada”), Jimmy Smits/Daniel (“Guerre stellari”, “West Wing”, “Tommyknockers”) e Hugh Dancy/Grigg (“Black Hawk Down”, “King Arthur”) e Kathy Baker/Bernadette.

Un gruppo di amiche capeggiate dall’arzilla Bernadette vivacchia tranquilla nell’assolata California.
In realtà Jocelyn non conosce l’amore e affida il desiderio di fedeltà al suo allevamento di cani e vive grazie all’affetto delle amiche che la circondano.
Prudie è una giovanissima insegnante di francese, nascosta dietro l’aria di superiorità che la lingua esotica le permette di mantenere ma, in realtà, è una fragile ragazza sull’orlo del tradimento perché in crisi matrimoniale.
Sylvia è la moglie felice di Daniel e madre di Allegra fino a quando il marito le rivela di volerla lasciare per la segretaria e divorziare. Anche Allegra vive l’amore in maniera superficiale innamorandosi di altre donne velocemente ed altrettanto rapidamente finire una storia.
Bernadette è l’unica – pare – ad avere raggiunto un equilibrio interiore grazie all’esperienza dell’età e ai suoi 6 precedenti matrimoni!

Proprio lei decide di costituire un club di lettura dedicato alla scrittrice inglese in cui leggeranno 6 opere: a questo punto occorre alle 5 donne una persona in più.
Jocelyn incontra un ragazzo, Grigg, che è palesemente interessato a lei ma, la donna, pensa invece di aggiungerlo al Club per potergli fare conoscere Sylvia ormai divorziata…
Da qui parte una serie di avvenimenti nei mesi in cui il gruppo legge i romanzi di Jane Austen, musa ed ispiratrice delle idee delle partecipanti al Club.

Il film ha un cast ricco di volti semi-noti ma di tutto rispetto.
L’idea del Club di lettura non è nuovo, soprattutto nella cultura statunitense e l’idea di rapportare la situazione di ogni personaggio nel film con quello dei protagonisti dei romanzi di Jane Austen studiandone comportamenti, scelte e conseguenze è intelligente.
Il film scorre fluido e “leggiadro” (rubo il temine arcaico rifacendomi a Meg Ryan in “C’è posta per te” dove si entusiasmava proprio per “Orgoglio e pregiudizio” e parole come “laddove”e “quantunque”).
E’ una sorta di puzzle in cui pian piano si ricompongono i pezzi e forse, ma non poteva essere diversamente, il finale è scontato accontentando il desiderio romantico di vedere l’amore vincere.

Definirei il film “piacevole”, senza voli pindarici ma nemmeno banale.

Voto: 7 “Sebbene” il finale sia già scritto non si disdegna una visione  🙂

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