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Pubblicato il 3 Mar, 2012 in Avventura, Azione, Cinema, Drammatico, Fantascienza | 0 commenti

Recensione Film: L’alba del pianeta delle scimmie

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Film del 2011 diretto da Rupert Wyatt con James Franco (Will Rodman), Freida Pinto (Caroline), John Lihtgow (Charles Rodman), Andy Serkis (Cesare)
Genere: Fantascienza
Trama: Will Rodman lavora alla Gen-Sys, azienda farmaceutica che utilizza scimpanzè come cavie. Lo scopo di Rodman è quello di sintetizzare un prodotto in grado di far regredire l’Alzhaimer ma nelle scimmie il primo sintomo riscontrato è un’eccezionale crescita di capacità mentali. Durante la presentazione del farmaco Alz-112, la scimmia Occhi Brillanti, che dimostrava il margine più elevato di miglioramento delle proprie attitudini intellettuali, si ribella con un comportamento molto aggressivo e per questo viene soppressa. Gen-Sys rinuncia a proseguire con il farmaco e dedice di sopprimere tutte le cavie. Rodman scopre counque il motivo dell’aggressività: la scimpanzé aveva partorito e stava solo proteggendo il neonato. Il dottore non se la sente di sopprimere anche il cucciolo e sceglie di portarlo a casa, dove Will vive con il padre affetto dal morbo di Alzheimer. Il piccolo scimpanzé prende il nome di Cesare e il dottore vedendo che ha ereditato dalla madre capacità eccezionali, sperimenta sul proprio padre il farmaco che, in un primo periodo, effettivamente sembra farlo guarire. Cesare nel frattempo cresce e inizia a porsi domande sull propria esistenza e del rapporto con gli esseri umani finchè, dopo un incidente in cui viene considerato pericoloso, viene rinchiuso in una struttura simile ad uno zoo…

Commento: Il film ci riporta all’inizio della pentologia del “Pianeta delle scimmie” spiegando le radici della loro civiltà. Il film è ben fatto, anche se a tratti, le scimmie digitali sono un po’ troppo fittizie ma nel complesso la storia ha senso ed è un prequel di tutto rispetto. Ci sono ovviamente i riferimenti alla mitologia creata dai film del 1968 e successivi (il viaggio verso Marte con la sparizione dello shuttle, ad esempio) con qualche variante (il futuro dell’uomo non dipende dall’arma atomica ma è conseguenza diretta dell’evoluzione artificiale degli scimpanzè).
In sostanza un film ben costruito che torna a dare lustro all’epopea dei primati (molto meglio, a mio avviso, dell’opera di Tim Burton).

Voto: 7.5 C’è sempre un diverso in natura.

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