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Pubblicato il 12 Lug, 2010 in Cinema, Commedia | 0 commenti

Recensione Film: Mine vaganti

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Film del 2010 diretto da Ferzan Özpetek, interpretato da Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi, Nicole Grimaudo, Lunetta Savino, Elena Sofia Ricci, Bianca Nappi, Ilaria Occhini, Carolina Crescentini ed Ennio Fantastichini.
Ecco la trama (sempre estrapolata da Wikipedia).

Tommaso Cantone (Riccardo Scamarcio) risiede a Roma da diverso tempo, dove ha avuto modo di crearsi una sua indipendenza e vive alla luce del sole la propria omosessualità. Dopo parecchio tempo fa ritorno nella sua terra natale, il Salento, dove viene a confrontarsi con i borghesi genitori e una società bigotta. I Cantone sono una famiglia numerosa e bizzarra, nota a Lecce come proprietari di un grande pastificio industriale. Tommaso dovrà fronteggiare la soffocante madre Stefania (Lunetta Savino), con il padre, Vincenzo (Ennio Fantastischini), deluso dalle scelte di vita del figlio, con la sorella Elena (Bianca Nappi), che aspira ad una vita migliore rispetto a quella di casalinga, e con il fratello maggiore Antonio (Alessandro Preziosi), che il padre vorrebbe venisse affiancato da Tommaso nella gestione del pastificio. Del numeroso clan dei Cantone fanno parte anche l’eccentrica zia Luciana (Elena Sofia Ricci) e la nonna (Ilaria Occhini), imprigionata nel ricordo di un amore perduto, ma con una sua dolente e comprensiva saggezza. Tra segreti, liti e colpi di scena, il soggiorno in famiglia di Tommaso si protrarrà più del previsto.

Özpetek parla spesso di omosessualità e soprattutto di rapporti tra amici, parenti e della famiglia (solitamente allargata). Il film è pertanto lo spaccato di una realtà attuale in una città come Lecce ma potrebbe essere qualsiasi altro luogo e dei luoghi comuni e ipocrisie da sfatare (omosessuali sinonimo di effeminati, donna sottomessa e casalinga, marito fedele solo di nome).

Anche in questo film si denota il gusto nel dimostrare che la diversità (non necessariamente in gusti sessuali) è un valore non solo da accettare ma addirittura da ricercare. La morale è comunque quella di essere sé stessi per poter dire di essere felici.

Un film commovente, divertente e per riflettere. Attori bravissimi e una città da (ri)scoprire. Su tutti metterei Ilaria Occhini che rende il personaggio della nonna incredibile.

Voto: 8 Corale

Ciao, J

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