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Pubblicato il 9 Nov, 2013 in Cinema, Drammatico | 0 commenti

Recensione Film: Monsieur Batignole

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Film del 2002
Diretto da Gérard Jugnot
Genere: Drammatico
Con:
Gérard Jugnot: Edmond Batignole
Jules Sitruk: Simon Bernstein
Michèle Garcia: Marguerita, moglie di Batignole
Jean-Paul Rouve:Jean Pierre Lamour, collaborazionista
Alexia Portal: Micheline, figlia di Batignole
Violette Blankaert: Sara Cohen, bambina.
Daphné Baiwir: Guila Choen, altra bambina
Goetz Burger : Spreicht, Colonnello delle SS

Trama parzialmente tratta da Wikipedia: Parigi, 1942; Edmond Batignole è un macellaio che, durante l’occupazione tedesca della Francia, cerca di destreggiarsi evitando con cura di prendere posizione e curandosi soltanto dei suoi affari. Un giorno degli abitanti del quartiere – la famiglia ebrea Bernstein – vengono arrestati e deportati. Sua moglie chiede a Jean Pierre, fidanzato della figlia Micheline e fervente filo nazista, di intercedere presso le autorità tedesche affinché venga loro assegnato il prestigioso appartamento che è rimasto vuoto dopo l’arresto. La cosa mette a disagio Edmond, che però non ha voglia di opporsi alle insistenze della moglie.

Grazie al collaborazionista la casa viene assegnata. Ma proprio nel giorno in cui la famiglia Batignole si trasferisce nell’appartamento e festeggia l’evento assieme agli ufficiali tedeschi, suona alla porta Simon, uno dei bambini della famiglia Bernstein, che è riuscito a fuggire prima di essere deportato in Germania. Edmond dapprima lo vuole mandar via, ma poi si fa sempre più coinvolgere nel tentativo di salvare il ragazzino

Commento: Un film drammatico per il contesto che tratta il tema della deportazione nei campi di concentramento ed il collaborazionismo in maniera delicata senza pugni nello stomaco. Il protagonista rappresenta bene l’umanità “di mezzo” che vede ma non agisce, fa finta che tutto sia normale finchè non si viene messi alle corde e si è obbligati a scegliere. La scelta se si ci reputa umani è anch’essa in realtà senza alternative: si deve rischiare anche la propria vita per il bene degli altri. Questo film è quasi una commedia e, come “La vita è bella” di Benigni, mostra punti di vista legati al periodo nazista in Europa che facilmente potrebbero essere rappresentati in modo più crudo e drammatico in prospettiva quasi poetica. La leggerezza del protagonista/regista è la forza di questa bella pellicola su quegli anni tremendi. Da vedere.

Voto: 8 L’indifferenza uccide

Ah però... 6.5 -7.5

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