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Pubblicato il 18 Apr, 2011 in Cinema, Commedia | 0 commenti

Recensione Film: Qualunquemente

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Film del 2011 diretto da Giulio Manfredonia interpretato da Antonio Albanese e Sergio Rubini.
Ecco la trama tratta da Wikipedia.
Dopo una lunga latitanza all’estero, lo sgrammaticato imprenditore Cetto La Qualunque torna in Italia con la sua nuova famiglia: una ragazza brasiliana ed una bambina. Ritrovata la moglie Carmen ed il figlio Melo, Cetto dovrà difendere le sue proprietà minacciate da un’ondata di “legalità” e dalla possibilità che il suo avversario Giovanni De Santis possa vincere le elezioni. Spinto dai compaesani del circolo della caccia, Cetto deciderà quindi di entrare in politica e candidarsi a sindaco per “salvare” la città (e i propri interessi).

Pensando ad Albanese ci si immagina un film da ridere ma, un po’ come per l’ultima fatica di Checco Zalone, questa è una storia che ci dovrebbe far riflettere poiché è la rappresentazione surreale ed estremista (ormai superata dalla realtà, temo) di uno stile di vita egoista, superficiale, ignorante, profittatore, immorale che vince malgrado tutta questa accezione negativa.
Il protagonista non ha remore, scrupoli o rispetto se non per sé stesso; nemmeno il valore della famiglia è rispettato poiché di intralcio al proprio modo di essere.

Il film ci mostra un uomo che per interesse tutt’altro che collettivo entra in un mondo (quello politico) facendosi gioco di ogni regola e adottando un semplice schema di comportamento: il prevaricatore domina modificando il sistema a proprio piacimento. Una regola non funziona? La si cambia. Un pensiero si contrappone al proprio? Lo si deride, lo si snatura, lo si svilisce e lo si nega, fino a far diventare il proprio l’unica assoluta verità.

Ci sono scene divertenti (soprattutto quelle legate all’educazione che Cetto impartisce al figlio.

E’ un film che fa pensare (e preoccupare) perché mi sembra chiaro che pesca dalla vita reale e quotidiana mostrandoci il peggio di un’Italia alla deriva che addormentata accetta tutto senza ribellarsi.

I riferimenti alla situazione politica mi sembrano tutt’altro che puramente casuali, purtroppo.
Tra l’altro il figlio Melo a cui Cetto applica senza problemi la prassi del nepotismo, non sembra proprio il “pesciolino” figlio di un noto politico italiano? 🙂 Per non parlare del pilu pilu…

Voto: 7 Per andare a votare più consapevoli…?

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