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Cinema Commedia Drammatico

Recensione Film: The Help

Film del 2011 scritto e diretto da Tate Taylor con Emma Stone (Skeeter) , Bryce Dallas Howard (Hilly), Viola Davis (Aibileen), Octavia Spencer (Minny), Jessica Chastain (Celia), Allison Janney (Charlotte Phelan), Sissy Spacek (Missus Walters)
Genere: Drammatico
Trama tratta da Wikipedia: Nell’estate del 1962, Eugenia “Skeeter” Phelan, dopo essersi laureata, torna nella sua città natale, Jackson, in Mississippi. Skeeter aspira a diventare una scrittrice e costruirsi una carriera tutta sua, in netto contrasto con le aspirazioni delle sue coetanee, che ambiscono al matrimonio e a mettere su famiglia. La madre non apprezza molto le idee anticonformiste della figlia, ma Skeeter sa che potrà contare sull’appoggio dell’amata Constantine, la governante che l’ha cresciuta fin da bambina, ma la donna sembra essere scomparsa nel nulla. Aibileen Clark è una domestica di colore alle dipendenze di Hilly Hoolbrook e che ha allevato uno dopo l’altro diciassette bambini di famiglie bianche. Saggia e forte, nonostante nella vita abbia dovuto subire il dolore più grande, la perdita del suo unico figlio, morto sul lavoro tra l’indifferenza della gente. Minny è la migliore amica di Aibileen, una donna con numerosi figli e un marito manesco. Minny è una donna dal carattere forte che non si fa’ mettere i piedi in testa da nessuno, la sua lingua tagliente l’ha portata ad essere licenziata più volte, che diventerà infine l’aiuto di una facoltosa donna bianca (Celia Foote). I destini di queste tre donne si intrecceranno inevitabilmente, portandole a lavorare segretamente a un progetto che scuoterà la società razzista di Jackson.

Commento: L’America delle teste cotonate e dell’ipocrita società bianca vengono meravigliosamente descritte da questo film corale virato al femminile. Gli uomini nel film fanno solo da sfondo. Il razzismo imperante degli stati del Sud è malcelato dai costumi benpensanti dell’epoca (mi chiedo se però al giorno d’oggi la situazione sia davvero così cambiata…).
Il racconto in prima persona della protagonista è esemplare di una vita vissuta ai limiti della schiavitù a quasi cento anni dalla formale abolizione. Bravissimo tutto il cast femminile a rappresentare i personaggi e il regista (originario proprio di Jackson) a narrare le vicende in maniera drammatica senza cadere nel melodramma. Ci si arrabbia, ci si commuove, si sorride. Un film ben fatto e ben recitato, assolutamente da vedere. Restiamo in attesa degli Oscar perché sicuramente qui ce ne sarebbero di meritati.

Voto: 8.5 Esempio di bel cinema

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